“Si vergogni dottor sprofondo-Rosso”
Ben lungi dall’evocare il compianto Alberto Sordi ne “il medico della mutua”, ma pochi giorni fa il dottor Matteo Rosso, di professione dentista e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, è incespicato in consiglio regionale nel suo furore dialettico definendo “donne fornetto” le donatrici d’utero per l’inseminazione artificiale. Il capogruppo Pd Lella Paita e il consigliere di Rete a Sinistra Gianni Pastorino hanno richiesto la trascrizione del suo intervento con tanto di immagini e lettura del labiale per chiedere all’ufficio di presidenza sanzioni esemplari nei confronti del collega dal verbo oscurantista che ha osato banalizzare il dono delle affittuarie paragonando la funzione dell’utero a quella dell’incubatrice in cui vengono custoditi i prematuri.
Al pari i consiglieri avrebbero chiesto di cancellare dal linguaggio comune le parole “fagiolino” o “gamberetto” con cui taluni scellerati padri potenziali descrivono l’embrione dopo aver assistito alla prima ecografia, termini figurati troppo vicini a una visione della nascita da chef televisivo. Solidarietà alla coppia di sinistra è giunta dall’associazione balie svizzere, stanche di essere chiamate “latterie ambulanti” e dalla confederazione produttori elettrodomestici che ha sostenuto una profonda differenza fra le peculiarità del fornetto e quelle del microonde. Solidarietà anche da parte di un centinaio di donne appartenenti a un sedicente gruppo vetero-femminista radicale che ha bruciato il proprio microonde in piazza, lasciando i mariti senza cena.
Max-Turbatore


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